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Storia di Vieste
Preistoria
I molteplici siti archeologici e reperti, testimoniano, che il territorio viestano è popolato fin dal Paleolitico. Indubbiamente fu dovuto al clima mite, alle molteplici sorgenti di acqua potabile, al terreno fecondo e all’abbondanza di frutta, alla ricchezza di selvaggina e all’abbondanza di pesci nelle insenature lungo la costa.
Le aree più frequentate dalla civiltà preistorica sono Vallecoppe, Campi, Costella, Puntalunga, Macchione, Passo dll'Arciprete e Sfinalicchio.
Il territorio ricco di selce, ha permesso agli uomini preistorici la costruzione di manufatti da utilizzare come strumenti da lavoro, caccia e difesa, inoltre è stata rinvenuta in contrada Defensola, a circa 3 km dal centro cittadino, una miniera di selce tra le maggiori di tutta Europa.
Sono stati ritrovati resti di tombe dell’Età del ferro nelle prossimità del castello e della punta di San Francecsco. Nel centro comunale ed in contrada Molinella vi era anche un dolmen che è andato distrutto. Anche per il periodo successivo, numerosissimi reperti archeologici confermano l'insediamento degli antichi Greci e dei Romani
Dominazioni straniere
Dopo l’appartenenza all’impero romano e bizantino, ci fu la dominazione dei longobardi. Inseguito il periodo normanno-svevo, che permise alla città di espandersi così come si presenta attualmente. Molteplici sono stati gli attacchi via mare subiti da Vieste. Indimenticabile il saccheggio da parte dei Veneziani nel 1239. Tra i peggiori pericoli c’erano i Turchi, che fecero diversi attacchi anche sanguinari. Epico fu l’episodio di Dragut Rais, che nel 1554 fece decapitare migliaia di viestani. A ricordare l’accaduto è una targa presso la cattedrale sulla pietra detta Chianca Amara.
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