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Economia di Vieste
Per tradizione, le attività economiche principali viestane restano la pesca e l’agricoltura, che producono un certo volume di reddito per la popolazione. Nel ventesimo secolo, però, queste attività si sono dimostrate insufficienti, tanto che è aumentato il fenomeno dell’emigrazione dei cittadini viestani alla volta di città estere, del Nord Itala e di Roma. Dagli inizi degli anni sessanta, Vieste cominciò a scoprire la sua vocazione turistica, che ha reso Vieste ed il Gargano famosi in tutta l’Italia e all’estero. Ai giorni nostri la maggioranza del flusso turistico è proveniente da tutte le regioni d’Italia oltre che dall’estero, in particolare da Germania, Austria e Svizzera. L’attività turistica balneare si concentra nel periodo che va da aprile ad ottobre; invece durante il resto dell’anno è il turismo di tipo naturalistico a farla da padrone, l’ampia offerta è concentrata dalle opportunità offerta dal Parco del Gargano. Negli anni novanta la il centro storico medievale di Vieste è stato ristrutturato, diversificando l’offerta turistica.
Grazie allo sviluppo di risorse ed infrastrutture, Vieste ha goduto di un sostanziale miglioramento per quanto riguarda la disponibilità di acqua corrente, questione che prima dello sviluppo turistico era un grande problema.
Anche l’attività agricole è strettamente legata al periodo estivo, durante il quale è diffusissima la manodopera straniera.
Le più grandi risorse agricole sono: la coltivazione dell’ulivo, grazie al quale è notevole la produzione di olio extravergine diffuso in tutt’Italia; l’origano ed i pomodori viestani nonché svariati tipi di pesci e frutti di mare. Notevole è anche l’allevamento di mucche podaliche (da cui il caciocavallo) e la capra garganica.
Una piaga che sistematicamente si abbatte su Vieste e nei comuni limitrofi è quella degli incendi, generalmente dolosi o colposi, ne è un esempio lampante l’incendio del luglio 2007 che ha interessato le zone garganiche in particolar modo Peschici, coinvolgendo Vieste seppur in maniera marginale. Incendi che possono essere favoriti anche da particolari situazioni meteorologiche, come lo scirocco, che potrebbero deteriorare patrimoni insostituibili come la Foresta Umbra.
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